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Questa sezione riguarda le segnalazioni relative ai poeti dell'Apice: pubblicazione libri, premi ecc.


Gennaio 2010

Pubblichiamo la poesia che Benny Nonasky ha dedicato all'immane tragedia di Haiti.

ai terremotati di Haiti (13/01/2010)
ai suoi martiri involontari
a Paul Laraque

1

Prude il palato
- dico bene Paul?
e stridono le assi esili del mondo
in un punto minuscolo dove tutto è sempre iniziato
e continua a camminare.


7 è il numero della forza.
7 è il numero della morte.
E polvere.


Ci si stringe accatastati sui giardini di Port-au-Prince;
sporchi, grigi, carichi di polvere.
(Siamo vestiti di polvere, non ci vedi?)
Ci si stringono pure i cadaveri.
Si accavallano come grano dopo la mietitura,
senza ritegno, schiacciati dal correre,
sbattuti con non curanza in ogni margine, senza distinzione.
(Siamo tutti uguali, non ci vedi?)


Un cane lecca acqua rossa che stilla
dai muri e dalle strade.
Di altro colore non ce n’è.
Solo grigio e rosso.
Solo rovine e macerie
e polvere.

Polvere come la storia.

Re Sole, schiavitù, Papa Doc e Jean Claude,
uragani, schiavitù e fame e
7.
7 e i suoi multipli.

70,
300,
500
e mi rispondono
70,
300,
500
sussurri che hanno voce
sotto ogni asse che viene sollevata.

Qui, lo straziante urlo del bipede Petro
incarnato Terraemotus, ha avuto
il suo apice e il suo frettoloso sterminio,
esploso come una chitarra gonfia dal calore
che non si disintegra: si spezza e lascia
quel qualcosa che non ha più nessun senso
ne valore.

Solo rovine e macerie
e morte.

C’è un piede congelato tra i detriti di un casolare.
C’è una nube che insegue il destino.
C’è un volto oscuro che ricopre i colori.

C’è la pietà,
la pietà del popolo mondiale
che vi osserva, scruta il vostro continuo niente,
cerca di sentirsi partecipe, condivide
il vostro dolore, la vostra miseria.
Offre la sua pietà che si inaugura
unicamente, onorevolmente, nell’oggi.
Così da discolparsi, da non dover chiedere scusa
per la storia; così da esser salvatore;
così da poter dormire sonni tranquilli
e domani dimenticare domani.

Serve il loro aiuto.
Servirà sempre.
Ma conosciamo la storia
e conosciamo le trame
e ciò che il futuro riserva.

Polvere, polvere e polvere.

Parole fatue e pesanti dimenticatoi.
Qualunque cosa passa col passare di chiunque
abbia un aneddoto più stupefacente da raccontare.

Serve il loro aiuto,
(spera nella speranza di chi dà)
ma non creare aureole di illusioni, Haiti,
e lenta risorgi da te
e lenta scavalca il dolore di questo ventre spappolato
e innalza i tuoi canti ai Loa seduti sulle stelle
e ricostruisci, riscatta quel niente
che ha come sgarro la bellezza.
Ti dono le mie mani per sostituire
il primo gradino spezzato, ma
non cedere mai alla polvere
che si fossilizza nei polmoni cariati.

Dimenticare non può accadere.
- dico bene Paul? Risorgere è un dovere.
- dico bene Paul?

Finché morte non ci separi,
su di voi la mia carezza.
Inderogabilmente,
su di voi sposto lo sguardo del mondo
con queste righe che questi fogli custodiranno
in eterno.
- dico bene Paul.

2 (giorni a seguire)

La morte ha lo sguardo inesistente dei bambini.
Corpicini distesi come fiori appassiti o smembrati
da zoccoli di ferro di un capricorno in fuga.

La morte ha lo sguardo muto dei padri.
Cercano, scavano, si sostengono o si accasciano
come l’ombra al crepuscolo dietro allo svoltare di una via.

Ma la morte ha soprattutto lo sguardo
della sete e della fame.
Ha gli occhi intrisi di sozzura varia mescolata al sangue,
ha epidemie nei condotti ossei,
ha piedi di biscotti avvelenati e le sue mani,
le sue mani, non sono pozzo dal quale attingere,
ma ultimo mare nel quale annegare.

Dico:
io non vivo, io non provo,
ascolto.
Ascolto le urla di chi si cerca.
Ascolto le voci in preghiera.
Sento la madre piangere nelle strade
dove le fosse comuni si ricuciono
colme di pelle marcia e assassina.

Ascolto il vento unirsi ai lamenti
e accompagnarsi tra le nuvole e i corpi
che si sfiorano per sentirsi, per stringersi,
per coagularsi come un monte che tenta
di accaparrarsi la luna e diventare luce.

Nasce da lì, nel punto minuscolo
dove tutto è sempre iniziato
e continua a camminare.

Dico:
la morte ha lo sguardo vuoto di un giorno che
mastica tempo e non dona neppure un briciolo di sole.

Dico:
che il risveglio ha la voce di una fanciulla
che invoca il nome della sua mamma
che in cambio riceve solo il silenzio
che solo la morte sa donare.

3

Uomo:
cristallizza il niente che ci governa
e per un attimo credi in quello che sei
e non in quello che vorresti essere.

(dolore cerca amore)

Uomo:
nel vento tutto si erge e si smonta.

(amore cerca amore)

Uomo comprendi:
calpestiamo tutti l’alba del medesimo giorno.

(uomo cerca uomo)


Dicembre 2009

 

Titolo La mia vita in versi
Autore De Michele Miriam
Prezzo 4,00 €
Dati 2009
Editore Nuovi Poeti

Una poesia, quella della tredicenne Miriam De Michele, che nasce dalla filigrana del monologo interiore, cosi, alimentata da intime onde di percezioni, rivelatrici, universali, indi, eterne.

Già dialetticamente capaci di far fronte all'immanenza dei temi che vengono a stimolare la genesi ispirativa; nella sintesi, nell'essenzialità profonda e controllata dell'enunciato, circolano ombre classiche, inflessioni elegiache, stupori orfici: dunque, la giovane Autrice possiede già una precisa identità stilistica pregna di intensità e fervore creativo.

L'alto valore evocativo di codesti versi, coniuga al potere di penetrazione dell'immagine, una dialettica dell'interiorità, ch'è già in sé, un universo poetico compiuto.

Sono versi di constatazione, timidamente posti su una soglia filosofica, aperta alla polivalenza tematica e semica, laddove la parola orientativamente prospera in un soliloquio che ha il valore e l’immanenza, di un virtuale dialogo con l'intera umanità.

Fervore ed innegabile orma culturale manifestano, connotano un lirismo particolare, in cui trova realizzazione una davvero promettente incisiva personalità poetica.

N.H. Prof. Cav. Acc. Michele Lorenzo Biafora

(Nomination al Premio Nobel per la Letteratura)

Titolo Nelle trasparenze caotiche di nuvola perpetua
Autore Nonasky Benny
Prezzo 10,00 €
Dati 2009, 78 p.
Editore Montag (collana Solaris)

"Le poesie di Benny Nonasky sono fresche e piene d'esuberante candore, lucidità ed esaltata sensibilità, e allo stesso tempo, esprimono un´alto grado di maturità mostrando un lato intensamente pessimista. La giovinezza dell’autore è usata a vantaggio della freschezza del testo che suggerisce, però, un approccio alla vita caratterizzato di una vena esistenzialista propria di un uomo cosmopolita, saggio e piuttosto disincantato. Il linguaggio di queste poesie è molto evoluto e ricco, rivelando una sensibilità raffinatamente dotata... (estratto dalla prefazione del libro)"
(E. Guiraldes - Medico Cileno)

Il libro è reperibile online al sito della casa editrice (www.edizionimontag.com) o dal sito di IBS (www.ibs.it)