I nuovi farmaci antiepilettici: realtà, incertezze e futuro.
(dott.ssa Laura COLLIMEDAGLIA)
In data 4 febbraio 2006 presso l'Auditorium della Banca Popolare di Novara, si è tenuto il Convegno Scientifico dal titolo "I nuovi farmaci antiepilettici: realtà, incertezze e futuro" organizzato dal Prof. Francesco Monaco, Direttore della Clinica Neurologica dell'Università del Piemonte Orientale di Novara. Il Prof. Monaco è da anni impegnato nella ricerca scientifica nell'ambito della fisiopatologia e della terapia dell'epilessia con particolare riguardo ai nuovi farmaci antiepilettici.
La terapia farmacologica dell'epilessia può essere divisa, dal punto di vista storico, in due fasi, ovvero quella dei "vecchi" (dal fenobarbital - 1912, all'acido valproico - 1964), e quella dei "nuovi" farmaci (dal vigabatrim degli anni '80 ai più recenti). Questi ultimi, tuttavia vanno ulteriormente suddivisi in "nuovi" e "nuovissimi", in quanto negli ultimi anni sono apparsi sul mercato diversi farmaci con caratteristiche di meccanismo d'azione ed efficacia molto interessanti.
Il Convegno è stato organizzato con la finalità di fare il punto sull'impiego dei nuovi e nuovissimi farmaci antiepilettici, mettendoli a confronto in maniera pacata e razionale con i vecchi, e valutando i pro e i contro del loro utilizzo nei confronti di prodotti farmaceutici senz'altro datati cronologicamente, ma pur sempre validi. Sono intervenuti i seguenti relatori: il Prof. R. Mutani (Direttore Clinica Neurologica I, Università di Torino), il Prof. F. Monaco, il Prof. Benna (Responsabile Centro Epilessia, I Divisione Universitaria di Neurologia, Università di Torino), il Dott. P.G. Zagnoni (Responsabile U.O.N.A., ASL 15 Cuneo), il Prof. R. Cantello (Clinica Neurologica, Novara), il Dott. M. Mula (Clinica Neurologica, Novara), il Prof. G. Capizzi (Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile, Università di Torino), Dott. D. Besana (Direttore S.C. Neuropsichiatria Infantile, Alessandria).
Nella prima parte del Convegno sono intervenuti i Professori Mutani, Monaco e Benna che hanno affrontato nel dettaglio i meccanismi d'azione molecolari dei nuovi farmaci antiepilettici, il loro spettro d'azione e gli effetti collaterali a confronto con i vecchi farmaci antiepilettici. L'obiettivo principale della terapia delle epilessie consiste nell'ottenere la completa scomparsa delle crisi con il minor numero di effetti collaterali, permettendo una completa integrazione sociale del paziente ed una normale qualità di vita. Nonostante negli ultimi anni i presidi a disposizione del neurologo siano notevolmente migliorati, grazie al perfezionamento di tecniche chirurgiche e neurofisiologiche sempre più sofisticate, l'epilessia rimane una malattia il cui trattamento è prevalentemente, se non quasi esclusivamente, medico. Dall'isolamento del bromuro nel 1826 alla nascita della farmacogenomica, sono numerosi i farmaci antiepilettici a disposizione nel trattamento delle sindromi epilettiche.

Il farmaco che all'epoca costava solo ....4 LIRE....
Di pari passo con il miglioramento delle conoscenze neurofisiologiche a partire dagli anni '90 sono stati creati nuovi farmaci mirati ad agire su specifici target molecolari in particolare macromolecole proteiche transmembrana quali canali ionici e recettori della fibra nervosa. I principali nuovi farmaci introdotti in terapia sono Vigabatrin, Lamotrigina, Felbamato, Gabapentin, Tiagabina, Oxcarbazepina, Topiramato, Levetiracetam, Proegabalin e Zonisamide. Il Prof Mutani ha approfondito il meccanismo d'azione molecolare di ciascuno di questi farmaci. Il Prof. Monaco ha quindi analizzato nel dettaglio le caratteristiche farmaco cinetiche e l'impiego terapeutico di tali farmaci sia in mono sia in politerapia in base al tipo di crisi o di sindrome epilettica ponendoli a confronto con i farmaci tradizionali; la relazione ha infine analizzato il rapporto costo/beneficio della terapia con i nuovi farmaci antiepilettici rispetto a quelli tradizionali. Infine il Prof Benna ha analizzato gli effetti collaterali di ciascuno di questi nuovi farmaci allo scopo di indirizzare al meglio la scelta terapeutica.
Nella seconda parte del Convegno Scientifico è stato affrontato l'argomento dell'impiego dei nuovi farmaci antiepilettici in altre patologie neurologiche quali il dolore neuropatico e i disturbi psichici. Sono intervenuti il Prof. R. Cantello e i dottori P. Zagnoni e M. Mula. Alcuni farmaci antiepilettici di seconda generazione hanno la possibilità di modulare la trasmissione del dolore attraverso l'interazione con specifici sistemi neurotrasmettitoriali (reuptake della noradrenalina e della serotonina), recettori (recettori NMDA, recettori per gli oppioidi) e canali ionici (canali del sodio e del calcio). Il gabapentin e il pregabalin hanno efficacia e tollerabilità dimostrati nel trattamento della nevralgia posterpetica e della neuropatia diabetica dolorosa, le forme più frequenti di dolore neuropatico. Tali farmaci presentano inoltre caratteristiche di maggiore maneggevolezza nel trattamento dei pazienti in età avanzata e minori effetti collaterali rispetto a farmaci classici utilizzati nel dolore neuropatico.
Negli ultimi anni si è assistito, inoltre, a un notevole sviluppo della ricerca clinica in settori di confine tra epilessia e psichiatria. La comorbidità psichiatrica in epilessia (soprattutto epilessia del lobo temporale) ha fornito spunti interessanti per l'indagine dei meccanismi biologici responsabili dei disturbi dell'umore e dell'ansia. E' oggi appurato che i nuovi farmaci antiepilettici presentino uno spettro di applicazioni cliniche che comprende diverse patologie psichiatriche. All'utilizzo dei tradizionali farmaci antiepilettici (valproato e carbamazepina) per il trattamento della fase maniacale nel disturbo bipolare si sono infatti aggiunti l'impiego della lamotrigina nella depressione bipolare, e del gabapentin nei disturbi d'ansia.
Infine, l'ultima parte del Convegno è stata dedicata completamente all'impiego dei nuovi farmaci antiepilettici nell'infanzia e nell'età evolutiva con particolare attenzione all'efficacia di tali farmaci nel trattamento delle sindromi epilettiche dell'infanzia e nella tollerabilità. Sono intervenuti il Dott. Besana e il Prof. Capizzi, specialisti in neuropsichiatria infantile.
In conclusione la scelta terapeutica in epilessia è estremamente complessa e deve prendere in considerazione vari aspetti quali l'efficacia in specifici tipi di epilessia, i potenziali effetti collaterali, le interazioni con altri farmaci, le potenzialità terapeutiche anche su comorbidità psichiche e non da ultimo il costo terapeutico. Tale decisione necessita una ponderata valutazione mirata sul paziente da parte dello specialista neurologo con esperienza nel trattamento dell'epilessia per scegliere quale o quali farmaci impiegare.

