TARGA POESIA 2009


  • Regolamento
  • Premiazione


  • POETI SEZ. A - FINALISTI


  • 1 class. - CARNEVALE Aldo
  • 2 class. - PERASSO Nicola
  • 3 class. - BARO Giorgio
  • 4 class. - BECCALOSSI Claudio (ex aequo)
  • 4 class. - LEMMI Pier Luigi (ex aequo)
  • 5 class. - MAGNI Chiara
  • 6 class. - GALLI Federica (ex aequo)
  • 6 class. - CIPITI' Alessia (ex aequo)
  • 7 class. - CASTRACANE Francesco (ex aequo)
  • 7 class. - MARZANO Roberto (ex aequo)
  • 8 class. - MARCON Loretta (ex aequo)
  • 8 class. - POTENZA Teodoro (ex aequo)
  • 8 class. - ROSSELLI Angelo R. (ex aequo)
  • 9 class. - SANTINI Livia
  • 9 class. - ZINGALES Sarah


  • POETI SEZ. B


  • DE MICHELE Miriam
  • ILARI Giulia
  • SANTATO Luce
  • TONDI Alessandro

  • SEZIONE GIOVANI


  • ARMANDO Daniele
  • CERIO Francesco
  • DAVOLI Eleonora
  • DEL VECCHIO Lucia
  • DI STEFANO Sofia
  • DOTTORI Arianna
  • MASTROIANNI Giuseppe
  • NICOLOSI Luigi G.
  • NONASKY Benny
  • PALUCCHINI Andrea
  • RICCI Pierbruno
  • SANTI Roberta
  • TIOZZO Alice
  • VIETTI Maria
  • VINELLA Ida


  • MENZIONI SPECIALI APiCE


  • BEVILACQUA Paola
  • REGIS Fabrizio S.
  • SABATINI Margherita
  • SALVI Lorenza


  • ISTITUTO DON MILANI


  • ROSSO Costanza
  • Alunni ex quinta C
  • BARO Giorgio

    Nasce a Torino, dove tutt'ora risiede, il 19 Aprile 1961

    MENZIONE

    "Per il recupero poetico di sensazioni e memorie espresse con forte partecipazione emotiva"

    POESIE

    Equilibrio

    Ti annientano le favole sul video,
    quasi tappeti di bugie per rotolarci
    stordimento e ridere al solletico
    di anime lunghe che trapassano
    lo schermo e sul divano siedono
    come amici di partite senza fine.
    Hai le mani che la vita schiaffeggia,
    screpola, graffia, e poi ti restituisce
    perchè non hai sofferto tutto o forse
    perchè tu possa scegliere da solo
    se ancora e quanto conscio scavare
    nella voragine della sofferenza.
    Farfalle di parole sono volate
    indefinite - come volo di falene -
    lungo i giorni di forze giovani
    tanto da non piegare mai le reni:
    sei stato tu, allora - sei tu adesso -
    sul filo della vita a fissare il sole,
    vorrei che ne avessi l'equilibrio giusto.

    La baita del nonno

    Piedi puntati a frenare il pendio
    erba sdrucciola di brina sottile,
    un segno divino la sosta al pilone
    della santa dalla veste svanita
    nella rivolta di demoni e fiamme;
    freddo e buio la baita dal tetto
    sventrato a ponente - troppa neve
    e troppi inverni con il fuoco spento -
    sulla terra battuta del pavimento
    la gerla sfibrata dal ghiaccio punta
    il suo scheletro di aghi di riccio.
    Capelli d’argento lo specchio cercato
    dov’era il chiodo vicino alla fonte;
    rovesci di vento che sfidano l’acqua,
    la nebbia ricama la luce sul colle,
    duri gli zoccoli impressi nel prato
    di strame rappreso dalle stagioni.
    Avrò braccia per comporre fascine
    ai piedi del bosco, e mani precise
    per vestire di pietra i muri piegati;
    come un tempo chiamerò i cani
    a riportare le manze dal pascolo
    e avrò voce per resistere i passi
    raccontandomi un sogno di gelo.
    Lo saprò fare, lo devo a mio nonno.

    Magici fuochi

    Il fienile una bocca spalancata
    pericolante e astratta,
    le formiche volanti nella calura
    mordono voli noiosi,
    le bucce di frutta
    fresche di sugo sospettano
    una passeggera presenza.
    Contro il muro ingrassano ortiche
    voraci a succhiare l’umidità
    di gronde crepate.

    Qualche notte torna impalpabile
    la passeggera presenza
    e si confonde alle lucciole
    che sciamano magici fuochi.

    Due stagioni

    Il sentiero s’incunea
    nella pietraia, presto sparisce
    tra le rocce e l’erba seccata
    che la capra conosce e mastica:
    è un sentiero bruciato dal sole
    che schianta pareti
    a strapiombo sul mare.
    Il ginepro consuma radici
    a scavare la roccia, radici
    testarde più di altre radici;
    in estate il ginepro
    disseta di ombra il pastore.

    Sul sentiero cammino in inverno;
    contro gli scogli il mare
    ribolle tra schizzi salati,
    rode la sabbia gelata
    che modella le cale,
    s’alza e rivolta furioso,
    giace alla sfida del vento.

    Il sentiero per tratti rimbalza
    infossato nella pietraia,
    là rotola l’eco della burrasca.