Aldo
Carnevale è nato a Pico, nella provincia di Frosinone.
Diplomato Ragioniere a Cassino (FR) ed emigrato in Canada nel 1969.
Completa gli studi post-secondari a Toronto dove consegue la designazione professionale CGA.
È attualmente consulente di sistemi ERP (SAP) dopo una lunga carriera a livello dirigenziale in ragioneria, finanza e pianificazione.
In Canada ha insegnato Italiano, Inglese e Ragioneria ad immigrati di varie nazionalità.
Ha lavorato in Canada, USA e Africa, e viaggiato in varie parti del mondo.
Ha vissuto in Liberia (Africa dell’ovest) nel period 1989 -1990, il periodo più sanguinoso della guerra civile, ed è rimasto profondamente segnato dalle esperienze nella nazione sub sahariana.
Lavora a Toronto, e vive nella città di Oakville con la moglie Rita e tre figlie: Daniela, Carla e Gloria.
Appassionato di podismo, si dedica alla corsa sulla lunga distanza completando la maratona in 3 ore e trenta minuti.
Ama la poesia ed adora le canzoni di Bocelli, Endrigo, Celentano e Dorelli.
Ma più di tutto ama Pico, il suo paese medioevale alle falde dei monti Aurunci. Qui ritorna ogni anno per visitare i suoi, e per una boccata di gioventù.
Ha recentemente pubblicato, con Prospettiva Editrice (Civitavecchia, Roma) il suo primo romanzo, intitolato “L’attesa”.
"Acquisisce con immediatezza immagini non consuete traducendole in sintesi poetica compiuta e suggestiva"
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DRUNKEN ROAD
The whistle surfs the concentric circles of one drink too many. My train is always late. But it will end. Sooner or later. And you, drunken road, will let me walk. |
STRADA SBRONZA
Il fischio naviga |
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FURROWS IN THE SKY |
SOLCHI NEL CIELO |
GRAVEDIGGER MOON |
LUNA BECCHINA Nell’ultima sera |
THE SHAWL
From the balcony she spent summer and winter on the Russian front, searching tangled designs in grey-green over red. “He dressed light” |
LO SCIALLE
Dal balcone |
| VERY BRIEF SUMMER |
BREVISSIMA ESTATE
Il grano credeva di averci smarriti. Sguardo sbottonatore, capezzoli arroganti, baffi di spighe in attesa. Svestiti d’argento nell’aurea marea parliamo il linguaggio di tanti anni fa. Ma è una breve, brevissima estate. Il tempo impietoso, più veloce d’allora, ci copre la bocca alla prima parola. |