TARGA POESIA 2009


  • Regolamento
  • Premiazione


  • POETI SEZ. A - FINALISTI


  • 1 class. - CARNEVALE Aldo
  • 2 class. - PERASSO Nicola
  • 3 class. - BARO Giorgio
  • 4 class. - BECCALOSSI Claudio (ex aequo)
  • 4 class. - LEMMI Pier Luigi (ex aequo)
  • 5 class. - MAGNI Chiara
  • 6 class. - GALLI Federica (ex aequo)
  • 6 class. - CIPITI' Alessia(ex aequo)
  • 7 class. - CASTRACANE Francesco (ex aequo)
  • 7 class. - MARZANO Roberto (ex aequo)
  • 8 class. - MARCON Loretta (ex aequo)
  • 8 class. - POTENZA Teodoro (ex aequo)
  • 8 class. - ROSSELLI Angelo R. (ex aequo)
  • 9 class. - SANTINI Livia
  • 9 class. - ZINGALES Sarah


  • POETI SEZ. B


  • DE MICHELE Miriam
  • ILARI Giulia
  • SANTATO Luce
  • TONDI Alessandro

  • SEZIONE GIOVANI


  • ARMANDO Daniele
  • CERIO Francesco
  • DAVOLI Eleonora
  • DEL VECCHIO Lucia
  • DI STEFANO Sofia
  • DOTTORI Arianna
  • MASTROIANNI Giuseppe
  • NICOLOSI Luigi G.
  • NONASKY Benny
  • PALUCCHINI Andrea
  • RICCI Pierbruno
  • SANTI Roberta
  • TIOZZO Alice
  • VIETTI Maria
  • VINELLA Ida


  • MENZIONI SPECIALI APiCE


  • BEVILACQUA Paola
  • REGIS Fabrizio S.
  • SABATINI Margherita
  • SALVI Lorenza


  • ISTITUTO DON MILANI


  • ROSSO Costanza
  • Alunni ex quinta C
  • CARNEVALE Aldo

    carnevaleAldo Carnevale è nato a Pico, nella provincia di Frosinone.
    Diplomato Ragioniere a Cassino (FR) ed emigrato in Canada nel 1969.
    Completa gli studi post-secondari a Toronto dove consegue la designazione professionale CGA.
    È attualmente consulente di sistemi ERP (SAP) dopo una lunga carriera a livello dirigenziale in ragioneria, finanza e pianificazione.

    In Canada ha insegnato Italiano, Inglese e Ragioneria ad immigrati di varie nazionalità.
    Ha lavorato in Canada, USA e Africa, e viaggiato in varie parti del mondo.
    Ha vissuto in Liberia (Africa dell’ovest) nel period 1989 -1990, il periodo più sanguinoso della guerra civile, ed è rimasto profondamente segnato dalle esperienze nella nazione sub sahariana.
    Lavora a Toronto, e vive nella città di Oakville con la moglie Rita e tre figlie: Daniela, Carla e Gloria.
    Appassionato di podismo, si dedica alla corsa sulla lunga distanza completando la maratona in 3 ore e trenta minuti.

    Ama la poesia ed adora le canzoni di Bocelli, Endrigo, Celentano e Dorelli.
    Ma più di tutto ama Pico, il suo paese medioevale alle falde dei monti Aurunci. Qui ritorna ogni anno per visitare i suoi, e per una boccata di gioventù.

    Ha recentemente pubblicato, con Prospettiva Editrice (Civitavecchia, Roma) il suo primo romanzo, intitolato “L’attesa”.

    MENZIONE

    "Acquisisce con immediatezza immagini non consuete traducendole in sintesi poetica compiuta e suggestiva"

    POESIE

    DRUNKEN ROAD

    The whistle surfs
    the concentric circles
    of one drink too many.

    My train
    is always late.

    But it will end.
    Sooner or later.
    And you, drunken road,
    will let me walk.
    STRADA SBRONZA

    Il fischio naviga
    i cerchi inanellati
    d’ un bicchiere in piu`.

    Il mio treno
    è sempre in ritardo.

    Ma finirà.
    Prima o poi.
    E tu, strada sbronza,
    mi lascerai camminare.

    FURROWS IN THE SKY

    No roads or mountains
    to mark the journey,
    nor wind to stroke your skin.

    Be not afraid.

    I’ll plow furrows in the sky
    and plant symphonies
    of your smiles
    to guide you safely along.

    Follow them beyond the stars,
    where wind has lost its wing
    the wave has fallen silent
    and thunder is at peace.

    Where darkness
    has been banished
    you’ll know you’re home.
    And when you reach
    we shall be whole again.

    SOLCHI NEL CIELO

    Non vi sono strade
    per il tuo cammino,
    nè vento a carezzar la pelle.

    Ma non aver paura.

    Traccerò solchi nel cielo
    e pianterò sinfonie dei tuoi sorrisi
    a limitare la via del tuo cammino.

    Seguili oltre la cupola del cielo,
    dove il vento muore
    e l’onda tace
    e imbavagliato è il tuono.

    Là dove la luce
    ha divorato il buio
    saprai d’essere a casa.
    E quando arriverai saremo interi.

    GRAVEDIGGER MOON

    In the last evening
    a moon at half strength
    digs my grave.

    At the bar
    a skeleton full of beer
    stumbles to the exit
    zigzagging like a ball
    in a pinball machine.

    On the drunken road
    memories of a life lived in half
    strike up a dance.
    I crouch in the dark
    sucking my thumb
    hoping time will forget me.

    But the gravedigger moon
    is unforgiving tonight
    and in silence continues to dig.


    LUNA BECCHINA

    Nell’ultima sera
    una luna a mezzo servizio
    mi scava la fossa.

    Al bancone del bar
    uno scheletro colmo di birra
    punta l’uscita
    zigzagando a biglia di flipper.

    Sulla strada ubriaca
    danzano i falò
    di una vita vissuta a metà.
    Mi acquatto al buio
    col pollice in bocca
    sperando che il tempo si scordi di me.

    Ma la luna becchina
    non perdona stasera
    e in silenzio continua a scavare.

    THE SHAWL

    From the balcony
    she spent summer and winter
    on the Russian front,
    searching tangled designs
    in grey-green over red.

    “He dressed light”
    is the last thing she said.

    She spread the shawl on the bed
    to warm his frozen body,
    fell asleep and continued the wake.

    That’s how I found her.
    In the hands was a rosary
    and a telegram from 1942.

    LO SCIALLE

    Dal balcone
    svernava e passava l’estate
    sul fronte di Russia,
    tra intricati disegni
    di grigio verde su rosso.

    “Vestiva leggero”
    è l’ultima cosa che ha detto.

    Ha spiegato lo scialle sul letto
    a riscaldargli il corpo di ghiaccio
    e nel sonno è rimasta a vegliare.

    L’ho trovata così.
    Nelle mani il rosario
    e un telegramma del ’42.

    VERY BRIEF SUMMER

    The field thought it had lost us.

    Unbuttoning glances,
    arrogant nipples,
    ears of wheat eagerly in wait.

    Unburdened by age
    in the golden waves
    we speak the words
    of when we were young.

    But it’s a brief, very brief summer.
    Merciless time,
    faster than ever,
    covers our mouths before we can start.

    BREVISSIMA ESTATE

    Il grano credeva di averci smarriti.

    Sguardo sbottonatore,
    capezzoli arroganti,
    baffi di spighe in attesa.

    Svestiti d’argento
    nell’aurea marea
    parliamo il linguaggio
    di tanti anni fa.

    Ma è una breve, brevissima estate.
    Il tempo impietoso,
    più veloce d’allora,
    ci copre la bocca alla prima parola.