TARGA POESIA 2009


  • Regolamento
  • Premiazione


  • POETI SEZ. A - FINALISTI


  • 1 class. - CARNEVALE Aldo
  • 2 class. - PERASSO Nicola
  • 3 class. - BARO Giorgio
  • 4 class. - BECCALOSSI Claudio (ex aequo)
  • 4 class. - LEMMI Pier Luigi (ex aequo)
  • 5 class. - MAGNI Chiara
  • 6 class. - GALLI Federica (ex aequo)
  • 6 class. - CIPITI' Alessia (ex aequo)
  • 7 class. - CASTRACANE Francesco (ex aequo)
  • 7 class. - MARZANO Roberto (ex aequo)
  • 8 class. - MARCON Loretta (ex aequo)
  • 8 class. - POTENZA Teodoro (ex aequo)
  • 8 class. - ROSSELLI Angelo R. (ex aequo)
  • 9 class. - SANTINI Livia
  • 9 class. - ZINGALES Sarah


  • POETI SEZ. B


  • DE MICHELE Miriam
  • ILARI Giulia
  • SANTATO Luce
  • TONDI Alessandro

  • SEZIONE GIOVANI


  • ARMANDO Daniele
  • CERIO Francesco
  • DAVOLI Eleonora
  • DEL VECCHIO Lucia
  • DI STEFANO Sofia
  • DOTTORI Arianna
  • MASTROIANNI Giuseppe
  • NICOLOSI Luigi G.
  • NONASKY Benny
  • PALUCCHINI Andrea
  • RICCI Pierbruno
  • SANTI Roberta
  • TIOZZO Alice
  • VIETTI Maria
  • VINELLA Ida


  • MENZIONI SPECIALI APiCE


  • BEVILACQUA Paola
  • REGIS Fabrizio S.
  • SABATINI Margherita
  • SALVI Lorenza


  • ISTITUTO DON MILANI


  • ROSSO Costanza
  • Alunni ex quinta C
  • DI STEFANO Sofia

    Nasce il 26 Settembre 1992 a Siracusa. Oggi risiede a Sortino (SR).
    Non tengo un corpo ma solo ali per volare, col cuore e con la mente.
    Cielo e nuvole, conosco meglio loro che la casa mia, poiché lì che vaga l’anima e il pensier mio continuamente.
    Non tengo mai tempo per piangere ma solo per sorridere , a me , alla gente e alla vita.
    Amante della libertà e alla continua ricerca della perfezione.
    Persona estremamente difficile nelle scelte futili o rilevanti che siano.
    Semplicemente fatta per non accontentarmi mai.

    MENZIONE

    "Meritevole di essere incoraggiato ad incedere con persistenza nel lungo e servero -tuttavia nel poi gratificante- cammino poetico"

    POESIE


    Quel giorno d’ottobre

    E il ricordo di quel giorno d’ottobre,
    percuote l’anima mia incessantemente.
    Il cuor mio non cessava di battere,
    ed il viso, or che guardo il ciel
    la luna m’era tale e quale.
    Le mani, non tremanti.
    Il mondo cambiava,
    ed io come ceca all’animo
    non tenea sentimento.
    Occhi, mancanti di tristezza,
    non davan alcun segno di fragilità.
    Ringrazio quel cuor in gola
    c’ ancor segno dell’anima mi dava.
    Il ritmo fremeva sul petto,
    tutt’ oramai niente.
    Il rumor del tempo urlava e mi guardava.
    Mirando ciò che in me era cambiato. Tutto.
    Fragilità, di cui per anni
    avrei voluto farne a meno,
    ed or… or ne rimpiango l’assenza.
    Gli anni passavano pur per l’angelo mio .
    E tramontava all’orizzonte il meglio di me stessa..
    e rimaneva quella colpa
    di non saper piangere e ridere,
    come se le lacrime fossero finite.

    Anima in bilico

    Anima in bilico,
    celata dietro l’ombra d’un mandorlo non più in fiore,
    quel che tu miri da lontano
    è la terra in cui te piangi,
    ridi e t’affanni.
    Luce,te che mai transiti fissa in un punto in cielo,
    adesso è alla mia manca che brilli
    e m’ostacoli il veduto.
    Oh! Se magari eterna
    fosse qui la sosta del mio corpo,
    così tanto piangerei
    che ‘n altro mandorlo non tarderebbe a crescere.
    Ho ‘l cuore troppo colmo d’amor e peccato. E piango.
    Quel silenzio,
    talmen tanto è cattivo,
    che col diavolo,
    l’un l’altro a fianco,
    t’offuscano la riconoscenza.
    Silenzio, qual volta son con lui,
    con man cauta mi cinge ‘ l collo
    e mi cessa il core.
    Ed or non più ti voglio,
    sol chiasso mi spazza la mente
    ed or è lui che a tergo dei pensier miei tengo.
    Poiché il pianto perpetuo non lo si regge per sempre.

    L’illusione

    Fragile sinfonia,
    tentazione irrefrenabile,
    le note della tua dolcezza
    col passar del tempo
    perdon pur l’intonazione.
    Te non tieni colpa
    poiché ,
    talmen morale è il cor tuo
    che ‘l perdon daresti
    pur al tuo amico più sleale.
    Melensa, lei,
    che in fronte alla
    tua degenza
    si volta in retro.
    Te neghi
    ed io tengo ragione.
    Quando il cor si sparte in tre
    una tien la miglior parte
    e l’altra tien sol le carte.
    E piange l’illusione.

    La notte dell’amante

    Lugubre la notte
    che non ha amore,
    poiché sol buio che regna.
    Zitte le stelle,
    più si fan fitte,
    ancor meno brillano.
    Miri la gente
    con occhi di frode,
    ch’a tarda notte
    ancor ode i sospiri miei.
    E mi guarda.
    Cicala che dormi
    dopo un dì’ di canto,
    s’al tuo posto io ci fossi,
    l’alba dopo non avrei più canzon da cantare,
    poiché sta notte mi lava la coscienza
    e mi ruba
    l’anima e la voce.
    Notte senz’amor,
    poiché funesta è la vita mia,
    stanca,
    m’abbandon prona
    al viaggio della morte.

    E ricomincio a vivere

    Timore che il cuor mio
    cessi di battere.
    Chiudo gli occhi,
    stesa su d’un mucchio di piume.
    Mi sveglio …
    e ricomincio a vivere.