Nasce 32 anni fa e risiede a Reggio Emilia
"Trasforma in visione poetica il disagio esistenziale della contemporaneità"
Maglie Giallo Leone
Gli abiti usati dai ricchi,
arrivano nelle ceste dei commercianti al dettaglio,
ed i bambini si accalcano al sole
per vedere le mamme comprare.
Amadù ha un sogno da grandi,
ed un’ occasione da non farsi scappare,
3 giorni di viaggio non sono pochi,
ma la pioggia quest’ anno tarda a venire,
e la zia, tutta sola,
quel viaggio e quei pesi non li vuole più trascinare.
La zia con questo lavoro
ha già messo dei soldi da parte,
la zia ha un futuro, glielo ricorda ogni giorno,
Lo ha detto alla zia di lasciarlo provare,
di fargli tentare un pochino la sorte
e lei lo ha promesso, ma per un collo soltanto,
uno dei 5 sara’ lui stesso a comprarlo.
Imparerà a contrattare con gli indiani giù al porto,
a scegliere il bandolo quando tutto sembra uguale ed informe.
Amadù è sicuro che un giorno avrà addirittura un negozio:
un posticino con una porta da chiudere,
per i bambini e le donne che vanno al mercato,
un negozietto di tesori per tutti,
dove vendere maglie giallo leone
a tutti i bambini che giocano al sole.
New Orleans
L’ acqua e’ rimasta per più di tre giorni,
e cosi’ anche Bob è dovuto partire,
tra gli ultimi e guardandosi indietro,
neanche con le sue scuse da vecchio
lo hanno lasciato restare.
La Pennsylvania è terra fiorita
e le pioggie laggiù non fanno mai male,
nessuno che ruba tra le tombe scoperte
nessuno che spara da lampione a lampione.
La casa però, quella, è da poco:
un telaio di legno montato di fretta,
poco più di un rifugio per gli sfollati dal vento.
Quattro fermate di autobus da lì all’ospedale
per una chemio costosa quanto la giovinezza passata:
tre giorni di letto da lasciare agli amici,
da pagare con rate per parenti e figlioli,
da pagare coi soldi che i periti non danno.
La casa quell’ altra se ne è andata per sempre,
marcita e seccata sotto le pioggie ed il vento,
promessa ai nipoti che mai la vedranno
invasa da uccelli paurosi del giomo.
I fantasmi a New Orleans dormono in terra
e raccontano storie di pesci e di schiavi
di maghi e di streghe che hanno perso la strada
d’oroscopi e carte che non harmo guardato lontano.
Hope and Justice
Le barche tornano al porto
piene di pesci, di conchiglie e di sale,
portano storie di mondi lontani
e dialetti buoni per un bicchiere di vino.
Ma la barca dei poveri, deve ancora salpare
parte stasera con la carlinga in poltiglia,
con le lamiere sottili, butterate di ruggine
con l' ancora rotta ed i cordami in rovina.
La tengono insieme le speranze di quelli
seduti lì attorno in attesa di un cenno.
Il capitano sta' intanto preparando la fuga
che di motovedette stavolta non ne vuole sapere.
Abbandonarli con la nave ed i topi,
d'altronde non ci sarà nient'altro da fare,
alcuni i più furbi, si aggrapperanno al sartiame,
gli altri finiranno ad ingrassare le cozze.
E la giustizia per loro mancherà di arrivare,
mancherà come mancano i nomi sul muro,
come i parenti piangenti alla coda del feretro,
come i soldi aspettati dalle famiglie in rovina.
Le barche ritornano ogni sera già al porto,
ma i passeggeri si sono perduti nel mare.
From 9 to 5
Dalle 9 alle 5 a guardarmi le mani,
a ricordarmi di cose che non servono a nulla.
Una riduzione d' orario
come una riduzione del seno
dovrebbe, in teoria, farmi vivere meglio.
Aiutare la postura
salvarmi dai mal di schiena.
Ed invece, io, senza quel peso,
a me non sembra di saper più camminare.
Annego nel tempo che mi è stato donato
e non riesco nemmeno a riempire le ore
che prima addirittura mi sembravano imposte.
Dalle 9 alle 5 a guardarmi le mani
a giocherellare con calli
che non sanno trattenere la vita.
Chernobyl
La storia e' rimasta impigliata nei rami
come gli stracci in una giornata di vento,
e si e' infilata nella valigia di Irina
come un gatto quando il padrone e’ in partenza.
La storia ha trasformato i suoi giorni
in un vagare da pazza tra ospedale ed ospedale,
una corsa con arrivo lontano
ed una distanza da far cadere i capelli.
lrina sta meglio e poi non migliora
ed intanto lavora, perché è quello che è andata per
fare.
Irina ha comprato un fazzoletto da testa
che all’ università tutti stanno a guardare.
Irina e’ scappata da un reattore che muore,
e da bambini che nascono con la disgrazia sul capo.
Irina e’ scappata e continua a scappare
ma correndo le si e’ accorciata la vita.