Nasce a Gimigliano (CZ) il 30 Gennaio 1970 e oggi risiede a Reggio Emilia.
"Con scanzonata originalità trasmette emozioni e profondità al pensiero, rovesciando la prospettiva delle visioni"
Il cappello da cacciatore
Un giorno il fattore,
mi mise un cappello,
da cacciatore,
e ogni uccello,
si spaventò,
lasciandomi solo,
e devo dire mi mancò,
molto il loro volo.
Il passerottino
Con me il contadino,
si è appena lamentato
perché un passerottino,
sul mio capo si è posato.
Nel cappello a riposarsi viene,
e scusate se me la rido,
ma vi si trova talmente bene
che ha deciso che si farà il nido.
Due pali messi in croce
Io non sono un manichino,
ma sono due pali messi in croce,
nel campo del contadino,
ed il vento è la mia voce.
Dovrei per mia natura,
il passero intimorire,
ma non riesco a fargli paura,
neppure all’imbrunire.
Il figlio del contadino
Ai passeri, strano,
non riesco a fare paura,
si mangiano il grano,
scegliendolo con cura.
E più volte si lamenta,
con me il contadino,
ma sono sicuro che spaventa,
la mia presenza, il suo bambino.
Quando mi vede,
mi guarda spaventato,
secondo me crede,
che più bimbi mi sia mangiato.
Rassicuratelo per favore,
diteglielo che si sbaglia,
anche io ho un cuore,
nel mio petto di paglia.
Parenti
Io del manichino,
ne sono parente,
però lui veste “Valentino”,
mentre io veste da pezzente.
Questo cappello ammaccato,
questi pantaloni sgualciti,
questo impermeabile strappato,
e questi scarponi scuciti.
Ma questo mio bel campo,
per nulla al mondo lascerei,
io sono di vecchio stampo,
in negozio non ci starei.
Il manichino per me è un po’ tonto.
Dovreste vedere che bel sole,
qui, quando viene il tramonto,
da rimanere senza parole.