Nasce il 29 Novembre 1967 a Cento di Ferrara. Oggi risiede a Finale Emilia (MO)
"Per l'amore e l'abnegazione nei confronti della madre da quarant'anni affetta da epilessia e da dieci colpita da ictus. Per il dono di aver tradotto questi atti in versi"
Quand’ ero piccina non capivo
se di epilessia parlare sentivo.
Sapevo soltanto che la mia mamma
di tanto in tanto
cadeva a terra
e io piangendo
in silenzio le stavo accanto.
Quando poi si risvegliava
per un po’ nulla ricordava.
Bernoccoli ed ammaccature
restavano per qualche giorno
a testimonianza della malattia
e delle sue brutture.
Tutti lo chiamavano “grande male”
e io ero d’accordo
perché per me era immane.
Non dimentico gli occhi di mia madre
tristi e senza vita
che lentamente cercavano
di ritrovare la salita.
Non sempre è stato facile
e lungo è stato della cura il cammino;
quel che feriva di più
era l’ignoranza di chi le stava vicino.
Ma il destino
non ancora contento
ha deciso di donarle il supplemento
e negli anni in cui
l’epilessia era sotto controllo
si è verificato un ulteriore crollo.
L’ictus tanto temuto
è poi venuto
ed ha attaccato il suo corpo
senza alcun rimorso.
Ma Nostro Signore
che mai ci dà un peso
che noi non possiamo portare
le ha dato una immensa
forza per continuare.
Guardo nostra madre
è stanca,fa fatica,si muove piano,
….ma lotta e sorride.
La vita le ha dato poco
e non paga
ben presto le ha tolto
l’uso delle gambe.
Non cammina, non corre,
non può inseguire i nipoti nel prato,
…ma lotta e sorride.
Per lei ogni giorno è una sfida,
una vetta da scalare,
anche solo doversi alzare,
…ma lotta e sorride.
Allora guardo meglio
e vedo lei che corre, anzi vola
più veloce di noi figli
verso il futuro.
Sa apprezzare il sole che sorge,
scacciare un pensiero triste,
fare una torta per domani
…perché lei lotta e sorride
e ci ha già superati tutti.
Io intanto ho fatto la mia parte
e all’Università l’epilessia
l’ho studiata ad arte.
Son diventata insegnante di sostegno
ed ogni giorno da vent’anni
aiuto bambini in difficoltà con impegno.
“Lei” non mi fa paura
e a chi mi sta accanto
insegno cos’è e di chi ne è affetto
ad avere rispetto.
Mi ha tracciato il solco
su cui ho edificato la vita
e non me ne sono mai pentita,
anzi, carezze, sorrisi ed allegria...
ecco cosa mi ha donato
la magia dell’epilessia.
Ho scoperto che chi ce l’ha
è un po’ speciale
perché non ha bisogno di luce artificiale
ma brilla di un candore proprio
naturale.