Nasce 41 anni fa a Ravenna dove tutt'ora risiede e lavora come insegnante di lingua inglese.
"Poesia compatta, ritmica, strutturata; a volte autoironica e struggente, pur sempre elevata nello stile e nell'incalzare dell'immagine"
Dici che i capelli mi stanno bene così
Dici che le ninfee fioriscono anche in febbraio
Dici che per la pastella ci vuole l'acqua minerale
Dici che devo smettere di credergli che tanto non la lascerà mai
sua moglie
Dici che non mi trovi mai in casa quando mi telefoni la sera,
Che il rosso mi sta una meraviglia
Che quel profumo è il tuo preferito
Che lui ti trascura
Che la sera pensi a tua madre che è sola
Dici che tua figlia è sensibile come me,
Dico che senza le mie amiche,
Donne,
Principesse di madreperla,
la mia vita non sarebbe un giardino ma solo un albero spoglio.
Invece no
Voi mi avete reso una donna fortunata:
vedo il futuro che guarda.
Saremo noi a vederlo scorrere fra le ciocche dei nostri capelli
che s'intrecciano mentre rifaccio le trecce a tua figlia.
Domani
Non son sicura che potrei stare con te tutta una vita.
Un' eternità dura molto più di un film,
di una coca-cola
di un ciao come stai.
Magari potrei stare con te dei piccoli momenti,
quelli in cui il merlo canta alla primavera,
quello scorcio di sera in cui dalla finestra si vede il tramonto
gli scampoli di pomeriggio in cui c'è qualcosa di improrogabile
da fare.
Però non son sicura che potrei stare con te tutta una vita e forse
più.
Come son ridicoli coloro che dicono per sempre!
Potrei concederti qualche polaroid di sorrisi,
quell'ora che si nasconde dietro le lancette,
quella che ha senso solo per noi,
quell'istante d'infinito che guardiamo insieme,
attoniti,
quando basta il respiro a vestirci,
ma, no, guarda,
non chiedermi l'eternità:
per confonderti con una stella non sono ancora pronta.
Ti bramo di carne, di sangue,
di parole graffiate sui silenzi,
di sorprese celate, di sguardi assoluti.
Ti voglio così
Uomo mio infinito, così umanamente vulnerabile dal trascorrere
del Tempo
che quando mi abbracci
mi abita già il Domani.
Fino a me
La bava di vento che piega la bandiera
nel piazzale
mi fa inciampare
in un pensiero
che stride con l'imminente primavera:
dove è oggi l'euforia del discorso di Obama ,
dove approderà la nave che ieri s'è inabissata nel porto
di Giacarta
dove sono i fucili che hanno ucciso a Sarajevo.
Le cose insignificanti della mia vita sono allineate al loro posto
anche se mio nonno
mio zio
l'amore
non ci sono più.
Futili motivi mi tengono viva:è solo una questione di respiro.
Ma se tendo l'orecchio
sento -piano-
il frastuono delle mie paure.
Dov'è il mondo più giusto che dovevamo costruire
con pietre luminose come gli aquiloni nei i cieli di Gerusalemme?
Dove sono io che in mezzo al mondo sento
il dolore dei merli infreddoliti nel giardino di casa
e quello del bambino di colore che ho appena visto per le strade di Mombasa?
Abito nel Truman Show
sapendo che dietro allo schermo
il Mondo non aspetta che un mio cenno
per guardarmi con occhi nuovi.
Non potrò mai essere madre
finché non placherò il dolore
che c'è in me.
Qualcuno lo chiama amore
Quella lacrima che scende nuda mentre ascolto le tue ragioni
il sole che scompare dentro il mare arancione come un segreto nella sabbia
la geografia del mio corpo che ascolta il tempo dietro le rughe dei sorrisi
Passo.
Io talvolta passo.
Non ascolto sempre quel richiamo.
Forse anche questo sarà amore.
La fuga frettolosa dall'abitudine del sì.
No.
Qualche volta no è per dire.
Qualche altra sì è per pensare.
Non lo nego:qualcuno chiama amore la mia attesa attenta.
Sul ciglio del fosso aspettano anche le rane a saltare:
non si può mai sapere.
Ma si sa.
L'amore è dove lo si vede
non dove qualcuno vorrebbe che fosse.
E' questo che ci spinge a giocare a nascondino
con lui
mentre qualcuno chiama amore
perfino me.
Il cielo di lava
Il tuo stelo non è fragile:
come un fiore del deserto
cerchi profondità marine
tra le fessure delle radici.
Per te il cielo è sotto
e la terra ricopre
le zolle delle nuvole.
Chiamalo pure mare
ciò che resta del mondo.